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peius
post pubblicato in diario, il 19 aprile 2011




Dicono i saggi che al peggio non c'è mai fine...
e questa non è  solo una diceria.
Al peggio non c'è davvero mai fine.
Ed è provato scientificamente.

Ad esempio io credevo che essendo cambiate un pò di cose al lavoro, la mia situazione sarebbe piano piano migliorata.
Devi avere pazienza mi ripetevo.
E' normale trovare delle difficoltà.
E' normale che le colleghe siano gelose.
E' normale che ti nascondano il lavoro...
E normale che il capo urli..
E' normale fare un lavoro degradante all'inizio....
...
Però quando oggi mi sono ritrovata inginocchiata in bagno a piangere...beh ho cominciato a pensare che di normale non c'era proprio niente.
E che più che toccare il fondo,ho realizzato che avevo davvero cominciato a scavare...
E mentre piangevo mi veniva pure da ridere.

Come cavolo ci sono finita in questo bagno a piangere???
Ma quando sono ridicola...
Se mi vedesse qualcuno adesso..

Devo per forza capire quando le cose hanno cominciato ad andare per il verso sbagliato.

Potrebbe essere quando non mi hanno rinnovato il contratto nel 2008...
Oppure quando non ho accettato quel lavoro nel 2009...
Oppure quando ho accettato questo lavoro nel 2010!
Potrebbe essere perchè ho passato l'esame di stato...
O perchè non ho neppure pensato di provare quel concorso.
Però ho il vago sospetto che si debba andare un pò più in là con il tempo.
Che ne so...dopo la laurea quando ho deciso di fare il praticantato?
Oppure quando ho deciso di non fare il master?
Oppure ancora prima, quando ho deciso di iscrivermi a giurisprudenza?
O prima ancora quando non mi sono presa l'anno sabbatico?
Oppure quando ho rinunciato all'idea dell'accademia?
E' per qualcosa che ho fatto o per qualcosa che non ho fatto???
E' per quella volta che ho rubato la verifica di storia?
O per tutti i compiti di matematica che ho copiato?

Insomma non mi capacito che le cose siano andate così storte...
Sono persino stanca di pensarci, stanca di parlarne, stanca di piangerci sopra.
Ci sono giorni come questi in cui proprio non ce la faccio più.
Giorni come questi in cui mi rendo conto di come in un anno e mezzo questa situazione mi abbia completamente distrutta, azzerata, di come mi senta sostanzialmente incapace in tutto, di come le mie certezze siano crollate insieme alle mie speranze e ai miei sogni.
Mi sento dannatamente in trappola.
E non so uscirne.
Non posso uscirne.
E questo e tutto.

P.


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permalink | inviato da SFP il 19/4/2011 alle 20:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
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