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Espana
post pubblicato in diario, il 30 aprile 2011

...come si fa l'ondina sopra la N in Espana??

Questa la scrivo perchè merita di essere ricordata.
Stamattina ho accompagnato i miei genitori a Milano al consolato spagnolo per far mettere un autentica su un documento...
Premessa che io il consolato me lo immaginavo come un palazzo settecentesco, con mega ingresso teatrale, metal detector e guardie in livrea, mentre nella realtà si trova al primo piano di un condominio in centro si, ma abbastanza bruttino, con ingresso diretto nella saletta d'attesa (minuscola) e guardia ad ore...
Comunque già l'essere giunti a destinazione era una soddisfazione visto che l'ultima volta che avevo preso ferie per  sbrigare questa pratica, avevo scelto proprio il giorno dello sciopero dei treni e per Milano non eravamo proprio partiti...

Dicevo appunto che la stanzetta d'attesa era piccina piccina e gremita di spagnoli in attesa...
Mio padre, in fibrillazione per la coda che si era formata, era stato prontamente spedito da me e mia mamma sul piccolo balconino che affacciava sulla strada...
Quando dalla porta..chi entra?
Si un personaggio famoso spagnolo.
Entra Lorena Forteza.
E chi è Lorena Forteza?
La tipa che ha fatto il Ciclone di Pieraccioni che io riconosco subito (quando sono gossippara...).
E dova va a sedersi Lorena Forteza?
Vicino alla finestra che da sul balconcino, dove c'è mio padre...
Il quale, ad un certo punto,entra borbottando in dialetto che la signora allo sportello ci sta mettendo una vita...
e la Lorena Forteza cosa fa?
Lo guarda sorridendo e gli dice in spagnolo "a ma voi venite da maiorca??!"
Mio padre "..."
Io "..."
Non so come ma sono riuscita a non ridere. O a non piangere!
Ho rispedito a calci mio padre sul balcone pregandolo di stare zitto...e ho abbozzato un "no noi siamo italiani..."

Ma possibile che noi bresciani dobbiamo sempre farci riconoscere ovunque andiamo???





permalink | inviato da SFP il 30/4/2011 alle 1:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Limbus
post pubblicato in diario, il 26 aprile 2011

Ricominciamo.

Proprio quanto pensi che troverai la forza di risalire succede qualcosa che sospende ogni cosa...rimani sospesa nella tua bolla di sapone  e senti nell'aria questa forza magnetica che tutto tace, come se il tempo si fermasse, lo spazio perdesse dimensione e i giorni memoria.
E' la quiete.

E lo sai che non durerà.
Lo sai che si scatenerà la tempesta.
Ma sai anche che non puoi opporti al meccanismo che si è innescato.
Non puoi fermare le nuvole.
Non puoi fermare il destino.

Sono addolorata perchè la persona che mi sta accanto soffe.
E pur essendone cosciente non riesco a sentire il suo dolore.
Non mi lascia entrare.
Ma so che questo dolore che ci è estraneo, è destinato a travolgerci.

Forse ci ha già travolto e non ne siamo ancora consapevoli.

***

Oggi sotto la doccia mi è venuto un pensiero saggio (si ho pensieri saggi...me li passa direttamente il diffusore nel cervello;-)
Pensavo alle conseguenze dei nostri erriori, come quando prendiamo la strada sbagliata, ci perdiamo e non sappiamo più dove siamo.
La vita prima o poi ti offre la possibilità di giugere a destinazione.
Ma il percorso sarà molto più lungo e duro.
Niente è gratuito.
Ed è proprio quando intravedi in lontananza la strada giusta, che ti rendi conto che è esattamente così che deve essere.
La vita ti insegna nella maniera più dura a non commettere due volte lo stesso errore.
E il dolore e la sofferenza sono una tappa obbligata.
Come quando perdi una cosa a cui tieni perchè sei stato troppo occupato per occupartene.
Forse non avrai la possibilità di riavere indietro ciò che hai perso o forse si.
Ma sicuramente in futuro presterai più cura alla cose importanti.
Perchè conoscerai la loro importanza e ricorderai quanto dura è stato ottenerle.. e quanto doloroso è stato perderle.

peius
post pubblicato in diario, il 19 aprile 2011




Dicono i saggi che al peggio non c'è mai fine...
e questa non è  solo una diceria.
Al peggio non c'è davvero mai fine.
Ed è provato scientificamente.

Ad esempio io credevo che essendo cambiate un pò di cose al lavoro, la mia situazione sarebbe piano piano migliorata.
Devi avere pazienza mi ripetevo.
E' normale trovare delle difficoltà.
E' normale che le colleghe siano gelose.
E' normale che ti nascondano il lavoro...
E normale che il capo urli..
E' normale fare un lavoro degradante all'inizio....
...
Però quando oggi mi sono ritrovata inginocchiata in bagno a piangere...beh ho cominciato a pensare che di normale non c'era proprio niente.
E che più che toccare il fondo,ho realizzato che avevo davvero cominciato a scavare...
E mentre piangevo mi veniva pure da ridere.

Come cavolo ci sono finita in questo bagno a piangere???
Ma quando sono ridicola...
Se mi vedesse qualcuno adesso..

Devo per forza capire quando le cose hanno cominciato ad andare per il verso sbagliato.

Potrebbe essere quando non mi hanno rinnovato il contratto nel 2008...
Oppure quando non ho accettato quel lavoro nel 2009...
Oppure quando ho accettato questo lavoro nel 2010!
Potrebbe essere perchè ho passato l'esame di stato...
O perchè non ho neppure pensato di provare quel concorso.
Però ho il vago sospetto che si debba andare un pò più in là con il tempo.
Che ne so...dopo la laurea quando ho deciso di fare il praticantato?
Oppure quando ho deciso di non fare il master?
Oppure ancora prima, quando ho deciso di iscrivermi a giurisprudenza?
O prima ancora quando non mi sono presa l'anno sabbatico?
Oppure quando ho rinunciato all'idea dell'accademia?
E' per qualcosa che ho fatto o per qualcosa che non ho fatto???
E' per quella volta che ho rubato la verifica di storia?
O per tutti i compiti di matematica che ho copiato?

Insomma non mi capacito che le cose siano andate così storte...
Sono persino stanca di pensarci, stanca di parlarne, stanca di piangerci sopra.
Ci sono giorni come questi in cui proprio non ce la faccio più.
Giorni come questi in cui mi rendo conto di come in un anno e mezzo questa situazione mi abbia completamente distrutta, azzerata, di come mi senta sostanzialmente incapace in tutto, di come le mie certezze siano crollate insieme alle mie speranze e ai miei sogni.
Mi sento dannatamente in trappola.
E non so uscirne.
Non posso uscirne.
E questo e tutto.

P.


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permalink | inviato da SFP il 19/4/2011 alle 20:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
nomen
post pubblicato in diario, il 1 aprile 2011

Come mi piace il nome di questo blog...
da uno a 10...di più!
Il giorno della mia laurea (ormai 5 annetti e passa fa), le mie amiche tappezzarono la facoltà di giurisprudenza di improbabili foto a testimonianza di quanto idiota può diventare una brava e giudiziosa laureanda quando si ritrova in compagnia delle sue amichette e di uno (o più...) bicchiere di capiroska alla fragola ...
Insomma il film delle mie foto più imbarazzanti finì in faccia a parentame vario, prodotto da quella che abbastanza profeticamente venne definita la "Senza futuro production",... cioè noi!
A distanza di anni, valutando un pò le strade che hanno preso le nostre vite, ascoltando le storie di chi mi sta vicino, vivendo quotidianamente situazioni al limite del ridicolo (in senso più o meno tragico), mi rendo conto di come quell'epito fosse più che profetico, più che azzeccato, più che ironico... la senza futuro production è una realtà concreta, che misuriamo ogni giorno, è qualcosa che ci circonda, che è ovunque, è l'incubo che tragi-comicamente diviene realtà!
E il bello è che non ci resta che riderci sopra.
Questo blog nasce con l'intenzione, precisa e puntuale, di fare esattamente questo.
Riderci sopra.
Perchè una vita senza ironia, dal mio personalissimo punto di vista, non vale neanche la pena di essere vissuta.


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permalink | inviato da SFP il 1/4/2011 alle 22:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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